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Turismo: sentenza Consulta positiva per somministrazione cibo e bevande in alberghi

19 aprile 2012

Esmeralda Giampaoli, “Resta la necessità di disciplinare meglio il comparto”

Una decisione in linea con il buon senso e con il mercato stesso”. Questo il commento di Esmeralda Giampaoli, Presidente nazionale della Fiepet-Confesercenti, alla sentenza della Corte Costituzionale che ha abrogato diversi articoli del Codice del Turismo cancellando da subito la disposizione, prevista dall’articolo 8, che consentiva a tutte le strutture ricettive di somministrare alimenti e bevande, senza i requisiti necessari per tale attività, anche a clienti che non vi alloggiavano.

La Consulta, accogliendo il ricorso di alcune Regioni, ha così ripristinato il principio secondo il quale le strutture ricettive possono svolgere attività di somministrazione, anche a chi non dimora, soltanto in presenza di una specifica autorizzazione e dei requisiti previsti per gli imprenditori dei pubblici esercizi.

“La nostra Federazione, prosegue Giampaoli, aveva già evidenziata e confutata tale anomalia al Ministero del Turismo in occasione degli incontri con i responsabili del dicastero, ritenendo arbitrario un provvedimento che consentiva di esercitare una attività, così delicata per il consumatore, con requisiti differenti tra medesimi operatori”.

“Si è persa invece, ancora una volta, una buona occasione per meglio disciplinare un comparto di estrema delicatezza come quello della somministrazione di prodotti alimentari, già pesantemente colpito da una sfrenata liberalizzazione e da un mancato controllo sui requisiti professionali di chi lavora in questo settore. Ma siamo pronti - conclude il Presidente della Fiepet - a riaprire un dialogo con l’attuale Governo e le Regioni per costruire insieme un provvedimento quadro capace di fornire le giuste indicazioni a chi vuole operare con professionalità e rigore”.